Bitcoin ATM in Italia

Con il suo arrivo nel 2009, da un’idea nata, sviluppata e proposta da un anonimo inventore alla fine dell’anno precedente, conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, il bitcoin sbarca come moneta virtuale facendosi piano piano spazio in tutto il mondo fino ad arrivare a rappresentare circa il 70%, e forse più, del mercato di quelle che sono comunemente chiamate “criptomonete”.

Bitcoin ATM in Italia: dove trovarli, la mapa completa

Molti ne avranno sentito parlare, molti si saranno fatti un’idea approssimativa di cosa sono e come si possono utilizzare ma ciò che probabilmente, ad oggi, sanno in pochi è che è attraverso gli ATM, si possono compravendere anche “fisicamente”, al pari della classica moneta cartacea.

Ebbene si, mentre prima tramite gli sportelli ATM ci era permesso prelevare esclusivamente contante, moneta liquida, oggi abbiamo la possibilità di prelevare bitcoin. Il primo ATM fu installato a Vancouver, in Canada e funzionò per la prima volta il 1º novembre 2013 mentre, in Italia abbiamo aspettato il 20 febbraio 2014 ed è stato utilizzato a Udine.

Quello italiano fu, in ordine di installazione europea, il terzo, anticipato solo da Helsinki e Zurigo. Oggi di ATM Bitcoin in Italia possiamo contarne circa una decina, oltre a quello di Udine sopracitato, riportati qui di seguito: TRENTO, più esattamente a ROVERETO, BOLZANO, che ne conta 3, MILANO, GENOVA, TORINO, PISA, precisamente a GHEZZANO, FIRENZE, ROMA, CAGLIARI, PARMA

Come funzionano gli ATM

Per chi, come la maggior parte di noi, è ancora abituato ad utilizzare i contatti o a prelevare dai classici sportelli Atm bancari o postali, questa nuova modalità sembrerà qualcosa di complicato e misterioso. Non restiamo però in attesa di monetine o banconote con un logo che le contraddistingua dalla moneta che siamo soliti usare perché le criptovalute sono immateriali.

I modelli più recenti sono compatti, facilmente posizionabili anche sul bancone di un bar o accanto al registratore di cassa, sono connessi alla rete internet e, tramite un software fornito dall’azienda, agli exchange online.

Prima di utilizzare un ATM bitcoin è necessario possedere un wallet bitcoin , installare il portafoglio elettronico nel proprio smartphone e generare il proprio indirizzo Bitcoin che non è altro che il numero del conto corrente virtuale, quello che, nelle nostre carte di credito e/o di debito è noto come codice IBAN) e il QR Code in modo tale che la macchina lo riconosca anche per le operazioni successive.

In Italia, ad esempio, sono funzionanti alcuni punti ATM nei quali è possibile prelevare o versare contanti nel proprio conto bitcoin che verranno convertiti secondo il tasso di cambio attuabile in quel momento. Alcuni modelli, i più innovativi in assoluto, ci danno la possibilità di autenticazione tramite l’impronta digitale, l’iride o il flusso sanguigno della mano.

Cosa ci permettono di fare gli ATM in Italia

Iniziamo subito con lo specificare che esistono più tipi di ATM bitcoin: ci sono quelli che permettono esclusivamente di ritirare denaro contante, consegnando bitcoin e quelli che, al contrario, permettono di ottenere moneta digitale, inserendo il controvalore in moneta standard.

Ciò non toglie però che, ormai, quasi un terzo degli ATM installati in tutto il mondo ci danno la possibilità di effettuare entrambe le operazioni.

E per le commissioni?

Inizialmente, tramite ATM, il ritiro di bitcoin in cambio di moneta liquida presupponeva un onere del 9,66%, mentre, in caso si volessero versare bitcoin per ritirare contanti si parlava di una percentuale del 6,75%.

Col tempo, per saltare questo tipo di passaggio poco conveniente, tramite molte piattaforme specializzatesi in compravendita di bitcoin, si è avuta la possibilità di accedere all’acquisto degli stessi con un basso livello di rischio e commissioni, a volte, pari a zero.