Crollo dei Bitcoin in borsa

Seppur facendo un’analisi temporale dalla sua nascita ad oggi, il valore del Bitcoin sia esponenzialmente più alto del 2009, anno della sue invenzione, la criptovaluta non è stata esente da molteplici crolli che più volte hanno fatto gridare alla “fine” della sua vita (e delle cripto monete in genere).

La domanda sorge quindi sponntanea: qual è la situazione attuale? Nel corso del 2019 il bitcoin ha subito un crollo. Cerchiamo di capire insieme come sta andando il mercato

Bitcoin: il massimo storico

Quando nel 2009 il “signor” Satoshi Nakamoto diede al mondo quella che può essere di diritto considerata come la rivoluzione del mondo della finanza, probabilmente non avrebbe potuto nemmeno immaginare cosa avrebbe creato.

Da un valore di capitalizzazione di nemmeno un dollaro nel corso del 2010, si è passati a sfiorare l’impressionante cifra di 20.000 dollari il 17 dicembre 2017, non senza chiaramente dei fisiologici saliscendi di quotazione.

Solamente pochi giorni dopo, esattamente il 22 dicembre dello stesso anno, arriva un crollo che probabilmente rimarrà nella storia della criptovaluta, facendo perdere circa il 40% del valore. Un vero e proprio bitcoin crollo annunciato da molti. Sono in molti difatti a sostenere come la criptovaluta sia una sorta di bolla speculativa che prima o poi esploderà.

Come va il 2019 per il Bitcoin

La situazione che sta vivendo il mercato dopo il crollo del Bitcoin del 2017 può essere definita come “caotica”. Le quotazioni difatti continuano a subire brusche impennate ed altrettante discese.

Per intenderci, basti pensare che a dicembre 2018 il valore era attestato sotto i 4.000 dollari, che nel corso dei primi mesi di quest’anno si sono mostrati dei timidi segnali di ripresa che lo hanno riportato a fine giugno sopra i 12.000 dollari, per poi ricominciare la discesa sotto i 10.000 dollari.

Oggi difatti la situazione sembra precipitare nuovamente, con una quotazione che sembra voglia tornare sopra la soglia fisiologica dei 10.000 dollari, ma non vi riesce. Dopo l’ennesimo crollo, siamo di poco sotto i 9.000 dollari.

I motivi del crollo dei Bitcoin in borsa: normalità o bisogna preoccuparsi?

Partiamo dal presupposto che una previsione definitiva su quella che sarà l’evoluzione del Bitcoin, che metta d’accordo tutti, è impossibile da trovare. Da una parte, come anticipato coloro che pensano al Bitcoin ed alle criptovalute in generale come a delle bolle speculative pronte a esplodere da un momento all’altro.

Dall’altra troviamo invece coloro che sostengono che i crolli siano semplicemente delle scosse di assestamento.

Fatto sta che ci sono dei fattori che volente o nolente influenzano il valore del Bitcoin e che questi fattori di certo non dipendono dalle volontà degli investitori. Parliamo degli aspetti geopolitici, che sono in grado di dare dei grandi scossoni al mercato.

I governi in genere sono piuttosto restii al diffondersi del Bitcoin, data la sua natura indipendente rispetto a qualsiasi ente di controllo statale. Ogni volta che un governo quindi dà una stretta o solamente prova a darla sulla diffusione della cripto valuta, il suo valore crolla.

Un secondo aspetto che non è minimamente prevedibile e che può dare adito ad un eventuale crollo, è quello psicologico. Può accadere che un grosso investitore, o un gruppo di tali, abbia raggiunto l’obiettivo prefissato di profitto e che quindi decida di vendere.

Così facendo si innesta un piccolo crollo, amplificato da altri investitori che notando la discesa, per paura, decidono anche loro di vendere.