Minare i Bitcoin

Dopo il grande boom del 2017, in cui questa criptomoneta a fine anno aveva catturato l’attenzione non solo dei colossi finanziari ma anche degli utenti comuni dando vita ad una vera e propria lotta tra miner, nel 2019 minare i bitcoin per i singoli non è più conveniente come prima, soprattutto per gli alti costi in termini di energia elettrica: oggi tuttavia esistono vari modi efficienti e funzionanti per minare i bitcoin gratis riducendonotevolmente i costi delle operazioni da effettuare.    

Bitcoin USB-Stick Miner bitshopper GekkoScience 2Pac 5,5-25 GH/s (33 GH/s max.)
  • Hash-Performance: 5.5 to 25 GH/s (max. 33 GH/s through clock rate and core voltage adjustment)
  • Clock rate of both ASICs can be adjusted with CGMiner software parameter
  • Core voltage manually adjustable (trimpod)
  • Power consumption: 2 up to 14 W per USB port (depends on clock rate and core voltage. Autonomously powered USB hub highly recommended.

Minare Bitcoin: come funziona e cos’è?

Come convalidare le transazioni della blockchain in maniera alternativa

Come accennato prima purtroppo i costi in elettricità ed equipaggiamento hardware e software per i singoli miners sono davvero elevati, esistono però dei metodi meno dispendiosi che permettono di convalidare i blocchi: uno di questi è quello di minare i bitcoin senza hardware, attraverso dei servizi di cloud mining che, tramite abbonamento, permettono di affittare dell’hardware specializzato per il mining di bitcoin e altre criptovalute; In questo modo l’unione tra miniers farà la forza e grazie a mining pool scelte con cura e raziocinio a seconda degli obiettivi prefissati si potrà raggiungere addirittura la potenza delle mining farm.

Volendo, se non ti piace l’idea del team, puoi anche praticare il cloud mining, puoi cioè affittare dei server online per minare da singolo; ovviamente dovrai mettere in conto il costo della piattaforma che vende il servizio. Una delle piattaforme più utilizzate che ti permettono di praticare cloud mining è genesis.mining.com.

Anche con lo smartphone puoi diventare miner

Puoi minare i bitcoin in modo legale anche attraverso il sistema operativo del tuo smartphone, anche questo metodo non ti darà spese eccessive in corrente e hardware e riuscirai a trovare l’algoritmo di convalida della blockchain in maniera economica e soprattutto ovunque tu sia, l’importante è che il tuo sistema operativo sia Android, non importa quale versione tu abbia installata.

Minare i bitcoin con android è possibile attraverso l’installazione di alcune app che non promettono profitti enormi ma che ti permetteranno in maniera gratuita di guadagnare questa moneta virtuale: la migliore applicazione in circolazione in questo periodo è Cryptominer, una app che non funziona solamente per i bitcoin ma anche per le altre valute virtuali presenti oggi.

Testata da vari miners, l’applicazione ha solo una pecca: pare faccia scaricare velocemente la batteria dello smartphone. Altre buone app che ti permetteranno di minare bitcoin sono Storm Play e Free Bitcoin: quest’ultima è l’applicazione per Android dell’omonimo sito presente online.

Cosa vuol dire minare Bitcoin? E come guadagnare

Il mining è il processo tramite il quale il sistema Bitcoin crea la propria moneta.

Il sistema Bitcoin memorizza ed archivia tutti i trasferimenti di denaro in archivi speciali, comunemente chiamati blocchi, per poter aggiungere un blocco all’immenso archivio pubblico contenente ogni transazione effettuata sulla piattaforma, è indispensabile che un calcolatore riesca ad ottenere il codice di chiusura di tale blocco, operazione che può effettuare solo provando numerosi codici generati dall’elaboratore, fino a scovare quello giusto.

Una volta inserito il codice giusto il blocco verrà immediatamente congelato, impedendo qualsiasi ulteriore modifica.
A tutti coloro che riescono ad individuare il codice di cristallizzazione del blocco viene inviata come ricompensa la somma di ben 25 Bitcoin, corrispondente attualmente a circa 194.000 euro, questo significa minare Bitcoin.

Cosa vuol dire minare una Criptovaluta?

Minare una criptovaluta significa due cose essenziali: prendere parte alla più grande rivoluzione della storia moderna, dopo la nascita di internet; e avere la possibilità di guadagnare cifre considerevoli con un pc adeguato e una connessione a internet. Partecipare al processo estrattivo di bitcoin significa, però, entrare nell’ottica di studiare approfonditamente il fenomeno delle criptovalute, conoscerne da vicino tratti e potenzialità e sentirsi in linea con quanto richiesto da questo mondo pensato per tutti, ma non è da tutti.

Minare una criptovaluta significa anche consentire all’idea di investire in un progetto ambizioso e molto proficuo, considerando i rischi che possano derivarne.

La partecipazione attiva al processo di mining può avvenire sotto svariate forme: è previsto il mining in cloud, che sfrutta la forza computazionale di tutti i computers collegati semplicemente alla rete; oppure le vere e proprie fattorie di mining che prevedono la collaborazione di soci che acquistano intere sedi dotate di dispositivi deputati al processo estrattivo di bitcoin. Infine, lo si può fare in proprio, acquistando un dispositivo ad hoc e scaricando il software necessario.

Cos’è e come funziona il mining?

Win or lose? Il mining è il processo di estrazione delle monete virtuali che giungono alla loro libera circolazione grazie al lavoro computazionale che fanno i cd. miners, inarte “minatori” e i loro speciali computers dalla potenza di calcolo incredibile. Tecnicamente il lavoro che è chiamato a svolgere un singolo miner è quello di risolvere un problema matematico nel minor tempo possibile.

L’algoritmo del processo di mining inizia a funzionare nel momento in cui ciascun blocco di transazioni ha raggiunto il numero minimo necessario per essere iscritto nella Blockchain: il libro mastro contabile ufficiale dove vengono registrate tutte le transazioni effettuate in criptovalute. Raggiunto il numero minimo, le transazioni devono essere validate e inserite nel registro. Questa registrazione attraversa il processo di mining, un percorso grazie al quale i minatori fanno a gara tra di loro per aggiudicarsi la fee di validazione del blocco di transazioni. La fee consiste nella commissione della singola transazione compiuta, attribuita al vincitore che riuscirà a minare il blocco per primo.

Vincere la competizione significa, per ogni miner, aver avuto la fortuna di indovinare la soluzione del problema matematico attribuito alla convalida del blocco, unitamente alla somma di tutte commissioni correlate.

Quando è nato il bitcoin?

Per capire come nasce bitcoin bisognerebbe conoscere i trascorsi di Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo dietro il quale si nasconde il suo, o i suoi, creatore/i. Non si conosce la sua certa identità, ma di lui si sa abbastanza da poter affermare che attualmente è la persona che non solo lo ha creato, ma possiede anche un grande numero di bitcoin e non ne ha mai speso uno. Esce di scena nel 2011, interrompendo tutti i suoi contatti.

Bitcoin nasce dall’idea geniale di voler creare una moneta che fosse libera da qualsiasi restrizione di governi, enti o altri titolari. Viene ad esistenza con un whitepaper nel 2008 a seguito d’iscrizione del suo creatore in una mailing list di crittografia, nella quale venne reso noto un avviso contenente il successivo rilascio ufficiale del software open source.

Da lì il software venne studiato, sistemato e valutato da cima a fondo, scoprendo le potenzialità di un progetto che, per la seconda volta nella storia dell’uomo, aveva rivoluzionato il paradigma culturale della società esattamente come accadde per la nascita di internet.