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Ultime notizie che riguardando il mondo delle criptovalute più famose e su cui è conveninente è investire, come ad esempio i Bitcoin, ma ne nascono moltissime quasi tutti i giorni e rimanere informati è fondamentale.

Ultime notizie sulle criptovalute e sui Bitcoin

Bitcoin e Cina: come influenza l'andamento della criptovaluta

Criptovaluta: influenza cinese sul suo valore

Sono milioni oggi gli utenti che si accingono ad investire in bitcoin, la moneta digitale che permette a chiunque lo desideri di fare trading. Come accade, però, con ogni genere di valuta, anche i bitcoin sono soggetti a variazioni continue del loro valore.

Crolli e risalite possono avere diversi motivi e cause, e generalmente queste non dovrebbero essere ricercate nelle azioni dei singoli Stati. Si tratta infatti di un mercato libero in cui i governi non dovrebbero entrare. In realtà, nel corso degli anni, diverse volte il valore dei bitcoin è crollato a causa dell’operato della Cina.

Ma perché le misure adottate da questo Paese sono così importanti? La risposta è molto semplice: cali considerevoli del valore della criptovaluta sono dovuti al fatto che in Cina risiede circa il 50% degli utenti che si accingono a comprare i bitcoin.

La Cina contro le criptovalute nell’ultimo decennio

Sappiamo che la moneta digitale ha dato il via alla sua diffusione nel lontano 2009. A partire dal 2011 in Cina si sono verificati diversi episodi che hanno portato alla svalutazione delle criptovalute.

Nel giro di due anni, i bitcoin hanno ottenuto un forte riscontro nel Paese asiatico, costituendo anche parte del patrimonio finanziario di alcune importanti imprese e attività commerciali.

Il governo cinese è presto corso ai ripari e nel 2011 ha dichiarato pubblicamente la sua sfiducia verso la moneta digitale, definendola valuta non sicura ed esponendo i rischi a cui si va incontro in caso di utilizzo. Si registra così un primo calo considerevole dovuto a tali dichiarazioni.

Sia per diffidenza verso una moneta coniata dalle idee occidentali, sia per garantire il proprio potere sulle finanze, nel 2013 la banca centrale cinese vieta l’utilizzo dei bitcoin a tutte le organizzazioni facenti parte del settore finanziario. In più mette al bando la nascita di attività e investimenti che hanno alla base tale moneta.

Per il momento, i privati sono ancora esenti da tale divieto, ma inevitabilmente ciò provoca una certa reticenza nell’acquistare i bitcoin. Questo soprattutto perché, con il mancato impiego dalla moneta da parte delle grandi organizzazioni, si registra nuovamente un pesante calo del suo valore.

Successivo pesante crollo dovuto alle azioni della Cina, si registra alla fine del 2017, quando la banca centrale cinese ha definitivamente ritenuto il traffico di monete digitali equivalente ad un’attività illegale, notando come la diffusione delle criptovalute portasse troppo capitale al di fuori del Paese.

Ripresa momentanea e successivo crollo recente

In seguito a tali episodi di profonda crisi per i bitcoin nello Stato asiatico, le posizioni del governo cinese hanno cominciato gradualmente ad ammorbidirsi.

Tra la fine del 2018, e durante tutto il 2019, la tendenza è sembrata invertirsi. Il presidente cinese Xi Jinping si è detto favorevole alle criptovalute e si cominciava persino a parlare della nascita di una nuova forma di bitcoin, tutta asiatica, a partire dal 2020.

Improvvisamente, proprio pochi giorni fa, è stato compiuto un enorme nuovo passo indietro. Mentre soltanto il mese scorso il valore di un bitcoin si aggirava attorno ai 10.000 dollari, la tendenza è cambiata ancora per una profonda rinata sfiducia da parte della banca popolare cinese, la quale ritiene le criptovalute eccessivamente rischiose per essere utilizzare in campo finanziario.

È stato registrato così un crollo spaventoso, del valore di circa 3.000 dollari, raggiungendo minime che si aggirano attorno ai 6.500 dollari.

Gli investitori per ora aspettano una ripresa, sperando che la crisi passi in fretta, in maniera tale che l’attività di trading possa tornare ad essere proficua.