Cronologia dei prezzi dei Bitcoin

 Storicamente, il valore della criptovaluta Bitcoin ha mantenuto un livello costante fino agli ultimi anni in cui si hanno avuto le oscillazioni maggiori che hanno reso famoso questo strumento. Conoscere le sue dinamiche significa poter lavorare meglio.

Ripercorrendo la storia del Bitcoin dalla sua nascita, nel 2009, sono molti gli avvenimenti degni di nota che rendono la cronologia dei prezzi dei Bitcoin un valido archivio di informazioni da studiare ed elaborare per la propria attività di investimento.

Risale al mese di Gennaio 2009 la “creazione”, o meglio, estrazione dei primi Bitcoin da parte del loro inventore Satoshi Nakamoto. Il primo tasso di cambio lo si ottiene ad Ottobre dello stesso anno, mese nel quale fu possibile acquistare oltre 1300 Bitcoin con un solo dollaro. Il primo acquisto “tangibile” ovvero di un bene fisico avviene l’anno dopo quando vengono scambiati 10mila Bitcoin per 2 pizze.

Esattamente, migliaia di Bitcoin che oggi varrebbero milioni di euro furono spesi appena 9 anni fa per l’acquisto di un bene dal valore di un paio di decine di dollari. Dopo alcuni anni di volatilità sotto i 100 dollari, una timida spinta per la quotazione del Bitcoin la si ebbe nel 2012 con la crisi di Cipro: finalmente il Bitcoin raggiunge un controvalore in dollari superiore al centinaio.

Chiaramente questi sono periodi nei quali sembra ancora essere il rodaggio il sistema Bitcoin nonostante fosse già valutato come affidabile; infatti proprio nel 2011 capitò che qualcuno riuscì ad individuare una vulnerabilità nel protocollo di Bitcoin. Questa falla rappresentò un vero buco di vulnerabilità che consentiva transazioni senza un’adeguata verifica. L’abile hacker che riuscì a trovare questa falla nel sistema, sfruttò il tutto a suo vantaggio generando 184 miliardi di Bitcoin, una quantità enorme di cryptovaluta con un controvalore economico impressionane. La transazione è stata presto cancellata e la vulnerabilità riparata.

Grafico della Cronologia dei prezzi dei Bitcoin con tappe della storia

Questo sta a significare come in realtà il sistema blockchain sia stato da subito progettato per altissimi standard di sicurezza che tutt’oggi permangono grazie anche ad importanti aggiornamenti e tecnologie in via di sviluppo, come il lightning network. Continuando con l’analisi storica della cronologia dei prezzi del Bitcoin ritroviamo che alla fine del 2013 si raggiunge la cifra di 1000 dollari ma il bello, come tutti sappiamo, deve ancora arrivare.

Soltanto nel 2017, a fine anno, il Bitcoin raggiunge la quotazione record di quasi 20mila dollari, un boom che ha reso il Bitcoin famoso in tutto il mondo perché qualunque media raccontava dell’arricchimento degli investitori che, da poco o anche molto tempo, inseguivano la quotazione del Bitcoin.

Da quel momento in poi il valore del Bitcoin si è ridimensionato mantenendo un ritmo sembrerebbe non eccessivamente altalenante ma soltanto i migliori analisti, evidentemente, potrebbero tracciare una proiezione quanto più corretta possibile sul futuro andamento della quotazione.

Ecco perché risulta quindi fondamentale studiare i grafici, gli eventi storici e tutti i fattori che hanno influenzato e che potrebbero influenzare il mercato dove avvengono gli scambi di cryptovaluta. Il consiglio è di rendersi subito operativi ed analizzare il mercato e le proprie possibilità di affrontarlo per poter immediatamente tracciare una linea concreta di quello che può essere il proprio business nel mercato del Bitcoin ed i profitti che è possibile generare attraverso questa tecnologia.

Quanto valeva un bitcoin quando è nato?

Il valore dei Bitcoin non è stimato in base alla presenza di un capitale reale o tramite meccanismi finanziari, ma soltanto in base alla domanda e all’offerta.

Naturalmente, questo significa che al momento della nascita di questa valuta, nel 2009, un bitcoin valeva pochissimo, poiché non vi era ancora alcun interesse nel mercato per questa valuta.

Infatti, il primo tasso di scambio, risalente a Marzo 2010, piazzava il valore di un bitcoin a solo 0,003 dollari.

Ciò significa che, nel primo anno di vita di questa valuta, per possedere un dollaro bisognava comperare circa 335 bitcoin.

Certo, all’epoca poteva sembrare poco conveniente ma il valore è cambiato molto nel giro di poco tempo. Già nel 2011 un bitcoin arrivava a valere un dollaro.
Da allora il prezzo è andato in crescendo fino a toccare il picco massimo nel 2017.

Quanto vale un bitcoin in euro?

Bitcoin oggi ha registrato il suo ultimo valore in 10.893,0000 €. L’andamento storico, a pochi anni dalla sua nascita, ha subito forti variazioni di prezzo: nel 2010 valeva solo 0,003 dollari, rispondenti a circa 0,0027 centesimi di Euro. L’incremento della notorietà della valuta ha visto emergere nel corso del tempo ondate rialziste che gli hanno fatto raggiungere picchi oscillanti tra i 31 dollari, 27,89€, alla fine del 2010, per poi tornare a quota 13 dollari, 11,70€, sul finire del 2012.

Negli anni successivi, tra il 2013 e il 2016, il valore di bitcoin oscilla tra i 100 e i 1.200 dollari, mentre l’anno 2017 si fa portavoce di una vera e propria esplosione del prezzo. Nuovi record da 2 mila dollari agli inizi di Maggio, 5 mila dollari a Settembre, fino al valore massimo di 20 mila dollari entro la fine dello stesso anno.

Le previsioni sui suoi andamenti futuri si dividono tra ribassiste e rialziste in egual misura. I più ottimisti sostengono che si potrebbe registrare un valore pari a 100 mila dollari entro il 2021.

Che cosa sono i Bitcoin?

Il bitcoin è una criptovaluta presente sul mercato mondiale online dal 2009, grazie a uno sviluppatore noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Tra i suoi principali pregi, vi è quello relativo alla privacy e all’innovazione tecnologica.

In alcuni paesi è possibile utilizzarli come mezzo di pagamento, mentre in altri il loro impiego è illegale: tra questi vi sono, per esempio, l’Islanda, il Vietnam e la Bolivia.

L’idea alla base della sua invenzione, fu quella di poter effettuare dei movimenti online a livello globale, senza correre il rischio di poter essere rintracciati dalle autorità.

È proprio per questo motivo, che in paesi come la Cina, ne è stato vietato l’uso.

Uno dei difetti del Bitcoin è che potrebbe venir rubato. Tuttavia, grazie a una procedura chiamata conservazione a freddo (dall’inglese cold storage), è possibile memorizzarli nell’hardware locale del suo compratore, riducendo la probabilità di venir derubati.

Cosa sono e come funzionano le monete virtuali?

Le monete virtuali possono considerarsi delle vere e proprie monete integralmente digitali, prive di alcun corrispondente fisico. Nascono grazie al supporto della crittografia – ovvero quell’applicazione utile a criptare un messaggio rendendolo comprensibile soltanto ai soggetti autorizzati a conoscerne il contenuto – e dalle evoluzioni di internet.

Il loro legame con la crittografia le definisce anche criptovalute e posseggono la caratteristica di generarsi esclusivamente in modalità virtuale attraverso un codice informatico. La genesi e lo scambio di monete virtuali avviene, dunque, integralmente online. Il registro che tiene nota di tutte le transazioni effettuate in criptovalute si definisce Blockchain.

Il loro utilizzo necessita di un wallet, portafoglio, digitale ed avviene attraverso uno scambio tra parti in modalità peer – to- peer, ovvero tra due dispositivi diretti che si scambiano valore senza necessità di terze parti intermediarie.